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In questo libro Alessandra Vitali, insieme alle sue co-autrici - dà voce ad alcuni pensieri che ogni tanto mi capita di fare rispetto alle lingue e al loro studio. Alessandra scrive, in una lettera pubblicata nel libro, che le ragazze imparano presto qual è il loro posto nel mondo, ma - più raramente - quale possa essere "il loro spazio", nel mondo. Le lingue sono costruttrici di spazio. Sono anche organizzatrici di spazio, cioè "ordinatrici" di spazio, ma sicuramente ci aiutano ad allargare i nostri orizzonti possibili, a superare confini, tabù, paure, preconcetti. Queste sono le cose che tendenzialmente, ormai, un po' tutti sappiamo. C'è però una parte sicuramente più intima, nello studio delle lingue, che è la polisemia di necessità e significati che può comportare il ritornare - dovendola recuperare, e dunque studiare - a una delle proprie lingue madri, alla lingua della propria famiglia, o di una parte di essa, intesa dunque come la lingua, o un pezzetto di essa, che per qualche motivo si è persa per strada. A me, per esempio, è successo con il greco, soccombente in casa nostra nella lotta contro l'italiano e il salentino (e soprattutto dopo la morte precoce di tutti e quattro i nonni), e al quale sono ritornato soltanto con gli anni. Mi piacciono molto, nel libro, le riflessioni di Alessandra sulla necessità, per l'insegnante, di non interferire troppo con la lingua "in essere" del discente, con la lingua che - funzionante, seppur non sempre formalmente corretta - è la lingua viva per antonomasia, indissolubilmente connessa a chi ne è portatore, in un momento della propria vita, in un momento della propria storia, in un luogo, in un tempo, dentro a una certa cultura. Per uno come me, che le lingue le sta da sempre imparando con tanto lavoro, ma soprattutto "per strada", per le strade del mondo, e a partire, appunto, dalla rinuncia consapevole ad alcuni spazi di purezza che in una casa trilingue era quasi impossibile poter costruire, per uno come me, dicevo, leggere le riflessioni di Alessandra sulla "ricerca della lingua madre" è un po' come tornare sull'uscio della casa dei miei nonni, quando il greco, l'italiano e il salentino si mischiavano inesorabilmente, ma io capivo che in quella sovrapposizione di sensi stava tutto il mistero da cui mi pareva avvolta quella mia enorme famiglia. Luigi Vergallo, Fondazione La Feltrinelli, Milano

Sabato scorso ho comminciato a leggere la voce nascosta e mi ha emozionato molto. Molti temi sono familiari per me e sto ancora pensando a tante parole e frase. Quindi: Grazie per questo libro caldo, filosofico, caloroso e intimo- e sempre un regalo quando persone condividono così tanto come vuoi. Brave!   Alessandra Willi, Winterthur 

 

ein wunderbares Buch, eine klare Stimme, wie wichtig die Muttersprache ist...ein Muss für alle die sich mit Zweisprachigkeit befassen, alle die mit Sprache und Beziehungen zu tun haben. Elisabeth Moser, Winterthur 


ieri sono entrata per caso nella libreria: una signora stava discutendo con la libraia, la tua "voce nascosta" in mano. Tentennava; un "Fachbuch"? Allora no, troppo complicato.  Mi sono permessa di intervenire (insomma ho fatto un po' la saputella) - la cliente è partita con il libro tutta contenta, dicendo che illustrava esattamente la sua storia.... Ecco, mi pare di buon augurio. A.T.
 

Ich hoffe es geht Euch gut und der Flug auf der Wolke 7 geht weiter. Ihr habt ein wirklich schönes Buch gemacht und die Präsentation in Winterthur hat mir sehr gut gefallen! Daniel Zulauf, Zürich 


Dies hatte auch in meiner Familie ihre Spuren hinterlassen ...
Ausschliesslich Deutsch war die Devise - "Wie alle anderen auch"!  P.L. 

Es ist wirklich ein tolles und gelungenes Buch über viele Bereiche entstanden. Von der Familiengeschichte zu allen einzelnen Personen, eine Mutter/Tochtergeschichte eine Geschichtslektion über Italien und immer wieder die Sprache die so zentral ist. Eigentlich schade, dass wir darüber nicht gesprochen haben als du meine Schülerin warst. Ob ich dich je gefragt habe? Dein Familienname verriet ja keine italianità... Silvia Hüsler, Zürich 

la casa lingua: Frau mit Häuserstrauss. Radierung von Alex Sadkowsky, 1958

apprendimento 

learn italian in bergamo

http://www.italianoabergamo.it

webinar 

Per insegnanti e studenti di italiano: un role-play avventuroso per livelli intermedi/avanzati.

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